Fra storia e leggenda, il confine tra Auronzo e Dobbiaco

Un'antica leggenda risalente al 1700 narra come furono stabiliti i confini tra Auronzo e Dobbiaco, da sempre al centro di dispute insuperabili. Arrivò il giorno infatti, dopo numerosissime e secolari discussioni, in cui i "Mariaghi" (podestà) dei due paesi decisero di troncare le liti e di affidarsi alla sorte, stabilendo che sarebbe stato riconosciuto come confine quello in cui si sarebbero incontrate una vecchia d'Auronzo e una vecchia di Dobbiaco partite dai loro paesi al canto del gallo.
L'orario di partenza veniva controllato ad Auronzo dai rappresentanti di Dobbiaco e a Dobbiaco dagli auronzani. Durante la notte della vigilia, la donna di Auronzo, circondata dalla scorta di Dobbiaco attende il canto del gallo. Per ingannare l'attesa sferruzza una maglia in cucina sulla panca "a ciuo del fuogo" (vicino al focolare) sotto la quale, nella "caponera" (stia) dormivano gallo e galline. Nella noia dell'attesa i giovani di Dobbiaco si addormentarono tutti. La donna, ad un certo punto, senza esser vista, punse il gallo con il ferro da calza e il gallo canta ben prima del levar del sole.
Il canto del gallo sveglia la scorta che quindi ordina subito la partenza. Con questo vantaggio di tempo la donna di Auronzo guadagna più strada di quella di Dobbiaco, e i confini vanno così a favore di Auronzo. L'incontro delle due donne avviene infatti al Ponte della Marogna, ben oltre Misurina, quasi al fondo della Valle di Landro. Confini che ancora oggi permangono.
Questa leggenda nasce senza dubbio da una storia vera. Si svolge nei primi anni del Settecento ed è effettivamente consacrata da una Cappella votiva eretta nel 1743: la Chiesa delle Grazie. Sul tetto spicca tuttora una croce in ferro battuto con in cima la sagoma di un gallo con tre buchi nel ventre: in segno e in ricordo dei tre colpi di spillo ricevuti in quella notte!
Foto di Paolo Cassol.